La Stampa 15 Giugno 2008
La protesta davanti alla Prefettura
«Noi, cartina di tornasole della democrazia»
«Libertà di essere», «Libertà di esserci», «Preferisco disturbare che essere invisibile»: gli slogan del Biella Pride sono comparsi ieri mattina attorno alle 12 negli striscioni portati davanti al palazzo della Prefettura quando è andata in scena la protesta pacifica che ha aperto ufficialmente la manifestazione. Una protesta silenziosa, senza clamori né megafoni, affidata appunto a grandi striscioni e cartelli portati dai manifestanti. Il sit-in era stato annunciato qualche giorno fa in conferenza stampa dal comitato del Biella Pride, in risposta alle polemiche che hanno coinvolto il palazzo del Governo. La prima soluzione proposta per l’evento, e cioè la piazza della Provincia, non era piaciuta agli organizzatori che avevano accusato le autorità di voler mettere la sordina alla manifestazione. La polemica è rientrata con la decisione di concedere piazza Vittorio, ma la macchina della contestazione nel frattempo era già partita con gran rumore. Una ventina circa le persone presenti: alcuni membri del comitato organizzatore del Biella Pride, rappresentanti dell’associazione radicale Adelaide Aglietta, ma anche giovani di Biella, di Novara, Verona e Torino. Tra loro anche il presidente onorario dell’Arcigay nazionale Franco Grillini: «La mentalità vecchia è dura a morire - ha dichiarato -. Esiste la libertà di opinione ma ci si deve modernizzare. Solo dove esiste la dittatura non esiste democrazia; e noi siamo la cartina tornasole della democrazia in un paese».
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