6.6.08

Questa sera a Vercelli: la bandiera olimpica cinese ai campionati europei di arti marziali, radicali presenti per ricordare il Tibet e Tienanmen.


Vercelli, 6 giugno 2008

Questa sera, alle ore 21:00, al Teatro Civico di Vercelli (via Monte di Pietà n. 1), si terrà il galà di apertura dei Campionati Europei di arti marziali. “Guest star” della serata sarà la campionessa del mondo, la cinese Xu HuiHui; sarà presente in teatro anche la bandiera olimpica cinese, che, durante le Olimpiadi di Pechino, sarà esposta al “Palazzo dei Congressi” di Pechino.


A partire dalle ore 20:00, davanti al Teatro Civico, i militanti dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta terranno un sit-in, sventolando le bandiere tibetane e indossando cartelli sandwich per ricordare il diciannovesimo anniversario della strage di Piazza Tienanmen (3/4 giugno 1989).


Saranno presenti, fra gli altri, Roswitha Flaibani (giunta di segreteria Associazione Aglietta), Nathalie Pisano (Comitato Nazionale Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (giunta segreteria Associazione Aglietta), che hanno dichiarato:

“Manifesteremo, innanzitutto, per ricordare che in Tibet non è cambiato nulla: la pulizia etnica per diluizione, attuata dai cinesi, continua come continuano gli arresti di monaci e monache tibetane, accusati di “propaganda separatista”. Il problema è che le informazioni si fermano alle agenzie di stampa; giornali e tv si occupano di altro.

Distribuiremo ai cittadini vercellesi la bandiera tibetana, invitando ad esporla alla finestra di casa; in Tibet, chi lo fa finisce in galera.

Manifesteremo anche per ricordare la strage di Piazza Tienanmen, dove i carri armati cinesi calpestarono e uccisero dalle 2600 alle 3.000 persone, inermi e indifese. Ben 130 cittadini cinesi sono ancora detenuti, a distanza di 19 anni, per scontare la grave colpa di aver partecipato al primo e finora unico movimento pubblico per la democrazia in Cina.

La liberazione di questi detenuti, in occasione delle Olimpiadi di Pechino, sarebbe un segno concreto che la faccia sorridente dei dirigenti cinesi non nasconde solamente il pugno di ferro della repressione, in Tibet, in Cina, in Turkestan, contro il Dalai Lama, contro i Falun Gong, contro la “Chiesa Cattolica del silenzio”, dovunque, contro chiunque rifiuti di essere un numero”.


Flaibani (333/4168537) Manfredi (348/5335305)

www.associazioneaglietta.it

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